La Storia

Negli anni Cinquanta la gente del Piemonte meridionale soffriva ancora gli ultimi strascichi di quella “malora” che per secoli aveva dominato la vita dei contadini: fame e miseria atavica, giornate scandite da un lavoro stremante i cui frutti erano alla totale mercé dei capricci del tempo, piogge o arsura che fossero.

I luccichii dell’improvvisa industrializzazione italiana svuotavano le cascine e richiamavano i giovani verso le città e il successo che parevano garantire. Il boom, però stava per scoppiare anche nei campi. Negli anni Settanta, e ancora più negli Ottanta, fare vino non fu più solo fatica e soddisfazione personale, ma divenne via via e per la prima volta attività profittevole e prestigiosa. Molti di quei figli di contadini che avevano cercato riscatto economico nelle fabbriche ritornarono sui terreni di famiglia per costruire tra i filari e nelle botti dei tesori che dessero sicurezza al loro futuro.

Rapidamente la realtà sociale ed economica delle Langhe mutò.

Come notò Mario Soldati nel suo ”Vino al vino” del 1975, “qui tutto ruota attorno al vino. Non sono gli abitanti della zona che monopolizzano un loro prodotto. È il prodotto della zona che monopolizza i suoi abitanti.” In questa regione il vino non è solo alimento o piacere del gusto, ma è anche fondamento della socialità è emozione per una storia che si perpetua e si rinnova in ogni bottiglia. La convivenza sociale e i valori delle genti di Langa  non prescindono mai dalle tentazioni e dalle suggestioni che evoca il loro vino.

In seguito allo straordinario e repentino successo commerciale di vini di maggior prestigio si è  affermata una monocoltura che ha riplasmato la fisionomia della Bassa Langa: i noccioleti e i boschi tradizionalmente presenti sono stati risospinti sull’Alta Langa, causando purtroppo qualche rischio per l’ambiente e un impoverimento della biodiversità La fatica del lavoro in vigna, per quanto trasformata, non è affatto scomparsa. I pendii scoscesi tipici dalle Langhe impongono ancora oggi un meticoloso lavoro manuale, sia nella potatura, sia nella raccolta delle uve. La mano sapiente dei viticoltori esperti è uno degli elementi fondamentali che assicurano la qualità dei prodotti di questa zona.
Nel caso di queste  colline le componenti essenziali sono dunque rappresentate dall’agricoltura e dal turismo che sono le vere risorse di questo territorio amato da scrittori e poeti per la grande bellezza e varietà dei suoi paesaggi.

L'utenza dell'Istituto Comprensivo di La Morra proviene da diversi Comuni e precisamente: La Morra, Barolo, Monforte, Novello, Verduno, Roddi, Grinzane Cavour, Serralunga d’Alba, Castiglione Falletto, Roddino, Sinio, Lequio Tanaro, Monchiero.

I suddetti Comuni sono stati interessati negli ultimi dieci anni da una forte immigrazione di famiglie straniere e extracomunitarie. La mobilità e l'immigrazione hanno quindi determinato la presenza di classi e sezioni eterogenee per linguaggi e cultura; compito della Scuola è quindi quello di assicurare l’integrazione di tutti gli alunni attraverso l'accoglienza e il rispetto dei valori e delle tradizioni diverse.